Hetica Vintage Cars su Repubblica

22/9/2020

Da un articolo del quotidiano La Repubblica - Affari e Finanza - 21/09/2020

«Alle persone piace possedere, toccare, salire a bordo, provare il cambio, studiare il cruscotto: le auto d'epoca, rispetto all'arte, offrono questo tipo di emozioni».

Carlo Calarco è il fondatore di Hetica Capital, società di gestione del risparmio svizzera, specializzata nella ricerca di asset class originali con profilo di rischio-rendimento pensato per una ristretta cerchia di investitori in un'ottica di Club Deal.

Dopo una carriera nel settore finanziario presso importanti banche, Calarco si è messo in proprio, per esplorare il mondo degli investimenti alternativi.
Ha iniziato con i lingotti d'oro, e oggi le quotazioni sono alle stelle; poi nel turistico alberghiero di alta gamma che, a parte la tempestosa parentesi del lockdown, ha quotazioni in ascesa. Ora Calarco parte in quarta con le auto d'epoca: «Ci sono alcuni fondi che investono su questo comparto, ma il nostro sarà l'unico fondo autorizzato e regolamentato con Passaporto Europeo, in via di approvazione», afferma Calarco, e spiega: «Si tratta di un mercato che ha sperimentato una crescita esponenziale nell'ultimo decennio, solo in Italia le auto d'epoca generano un volume d'affari di 2,3 miliardi di euro all'anno, includendo gli scambi, la manutenzione, le gare e i raduni che girano attorno a questo settore».
Un investimento di passione, come si chiama in termine tecnico.
«Ma anche una riserva di valore», aggiunge Calarco.
Il fondo, infatti, promette ritorni sulle plusvalenze generate dall'acquisizione, manutenzione e valorizzazione delle singole auto che verranno poi ricollocate. Un bene scarso, non replicabile all'infinito, identificabile e desiderabile socialmente: l'auto d'epoca ha le tre caratteristiche chiave di una riserva di valore, come l'oro. Di questi tempi, con i tassi di interesse ai minimi, si è aperta la caccia alla ricerca di asset alternativi. Il Knight Frank Luxury Investment Index segna +194% di incremento di valore negli ultimi dieci anni nel settore della auto da collezione, considerate uno degli oggetti più desiderati.

UN ESEMPIO DAI PINK FLOYD


Il successo delle aste testimonia degli affari a quattro ruote d'epoca. Mentre le emozioni e il fascino di veder smontare e restaurare un'auto classica, la ricerca del ricambio originale e tutti i passaggi del restyling spiega il successo di Wheeler Dealers, la serie inglese su Discovery Channel arrivata alla quindicesima stagione e che ha già dato vita a due spin-off, Wheeler Dealers Trading Up e Wheeler Dealers Dream Cars.

Il fondo di Hetica Capital verrà presentato a Roma il 6 e 7 ottobre, nel corso del The Reb Concours che si terrà al Circolo del Golf Acquasanta di Roma: il banco di prova per capire il taglio minimo di investimento per l'accesso al fondo, ancora da decidere. Le blue chip di questo mercato sono le Ferrrari. Nick Mason, fondatore e batterista dei Pink Floyd, è uno dei 36 possessori della Ferrari 250 Gto, il modello di automobile dal prezzo più elevato mai raggiunto in un'asta, 48,4 milioni di dollari, agosto 2018.
Appassionato di auto, con una sua scuderia personale, nel 2011 Mason aveva lanciato un fondo d'investimento dedicato.

Altre blue chip sono le Bugatti, le Jaguar, le Maserati, le Lamborghini, le Aston Martin.
Al di là dei modelli più blasonati, esistono numerosissimi siti ed eventi che registrano una grande partecipazione per tutte le fasce di reddito. Si va dall'Alfa Romeo 6C 2500 Sport del 1947, venduta a 639 mila euro, alla Fiat Abarth 750 Spider Zagato, pagata 81.529 euro, fino alla Bmw 21 del 1990 scambiata a 43 mila euro, per arrivare anche a modelli più economici che si possono acquistare per poche migliaia di euro, come la Fiat 500, il Maggiolino e le Jeep.

Il registro delle auto storiche dell'Aci, auto con più di 20 anni d'età, è uno strumento di trasparenza che consente di visionare modelli e versioni : si contano oggi oltre 375 mila auto. Uno dei Paesi dove si registra il maggior interesse, oltre l'Italia, è la Gran Bretagna, dove la Federation of British Historic Vehicle Clubs ha stimato in 5 miliardi di sterline il giro d'affari nel Paese.

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